Teologia dal Mediterraneo: rileggere la fede sulla linea del confine
Dal 16 al 19 settembre si è tenuto a Nador il primo incontro sulla Teologia dal Mediterraneo, promosso dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM) e dall’Arcidiocesi di Tangeri. L’evento ha riunito diciassette partecipanti, tra cui l’Arcivescovo di Tangeri, mons. Emilio Rocha Grande, e quattro docenti della PFTIM (p. Anselmo sj, la prof.ssa Pina De Simone, p. Luigi Territo sj, e p. Luigi Buccarello OSST), creando un intenso spazio di riflessione, ascolto e preghiera.
Inspirato al tema “Il confine: presenza e opportunità”, il seminario si è rivelato un fecondo laboratorio per rileggere la fede proprio a partire da una realtà di frontiera, secondo il metodo della Teologia dal Mediterraneo. Le giornate si sono sviluppate attorno alle meditazioni bibliche di p. Anselmo legate al superamento dei limiti, come la chiamata di Abramo, la figura di Giacobbe, l’Esodo e l’incontro tra Gesù e la donna cananea. Su questo sfondo si sono poi innestati i contributi dei docenti e i lavori di gruppo: la prof.ssa Pina De Simone ha approfondito il tema della frontiera come luogo del desiderio e della relazione all’alterità, p. Territo ha presentato la figura di Gesù come il “Rabbi che sconfinava: un Dio che oltrepassa il confine”, mentre p. Buccarello ha affrontato il tema della libertà religiosa, della dignità e della pace.
L’esperienza del confine è diventata ancora più concreta attraverso la visita al Monte Gurugú, luogo di grande rilevanza storica per la difesa di Melilla e rifugio per migliaia di migranti, e grazie all’incontro con le opere della Chiesa locale a Nador, in particolare la Delegazione Diocesana per la Migrazione e il Centro di Formazione Baraka. Questo primo appuntamento pone ora le basi per nuove iniziative, aggiungendo un tassello prezioso al cammino di collaborazione tra la Sez. San Luigi della PFTIM e l’Arcidiocesi di Tangeri.



